Resurrezione dopo la pioggia 

Fu nella calma resurrezione dopo la pioggia
l’asfalto rifletteva tutte le nostre macchie
un lungo addio volò come un acrobata
dalla piazza al monte
e l’attimo sparì di volto in volto
s’accesero i fanali e si levò la buia torre
contro la nostra debolezza
i secoli non ci hanno disfatti

Quando vidi il salice

Quando vidi il salice scuotere le sue tristi piume
nel giardino dell’ospedale, mi ferì una scheggia
dell’ora mormorante per la cascata dei colli
dalla casa lontana; la composta luce
giacque senza palpebre sul confine dell’erba.

E vidi nel ricordo la torre al vento della scogliera,
la sua toppa verde e la scacchiera spallidita.
e vidi che tutto è bello e uguale:
ala di pietra spuma di mare inverno…

Alfredo Giuliani (Mombaroccio, Italia, 1924–Roma, 2007)

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